04 aprile 2015

La morte di George Woodville

4 Aprile 46 d.Y. - Notte

Nell'ombra, Herny ha osservato a fondo l'Oscurità che nasceva nel mio sguardo, la curiosità che ho nutrito mentre fuori dalla finestra avevo scorto qualcosa nella notte, non c'è stato niente a fermarmi e la volontà di sapere mi ha spinto fino ad uscire da quella casa calda e sicura per ritrovarmi fuori a cercare nell'ignoto la risposta alla sensazione che solleticava il mio animo.
E' stato così che ho scorto il tuo sguardo per la prima volta attraverso i cespugli nella quale ti nascondevi, ora so che volevi farti vedere, nessun Micodia riesce a farsi scorgere ad occhio mortale ma tu hai scelto di mostrarti a me, ho veduto la tua espressione carica di dolce compassione per me, ti ho visto incrinarti dinnanzi ad occhi che non avevano più lacrime da versare, dinnanzi ad un lutto che ho vestito come fosse una nuova anima che tentava di mettere insieme i cocci di quella vecchia dopo la morte di James.
Oltre a quel fatidico incontro, anche qualcos'altro ti portasti dietro, avvenne l'intrusione, una sensazione sgradevole che si era impossessata di me usando il tuo faro oscuro, ha iniziato a penetrarmi l'animo per le crepe causate dalla perdita della fede, ha piantato radici ed ha iniziato a crescere lentamente perchè la volontà forte rallentava il processo di cannibalismo spiritico alla quale, da li a poco si manifestò  i sintomi della follia. E' successo tutto molto in fretta, non c'era tempo da perdere perchè la mia fine sarebbe arrivata entro poco tempo, o per mano degli spiriti oscuri oppure a causa della Chiesa che mi avrebbe tacciato di eresia. George tu eri molto preoccupati, oltre a tutto ciò che mi hai fatto, non hai esitato minimamente a denunciarmi alla Chiesa a causa dei miei strani comportamenti di cui provavi assoluto timore ma tu, Herny, non volevi perdermi. All'inizio, ho perso il sonno, poi i capelli e mi raggiunse la febbre, iniziai a manifestare parole aggressive a atti violenti contro di te George e mi ha costretta fra le mura patronali per fare in modo che la tua reputazione non venisse lesa. Per fortuna Henry, mi passavi a trovare ed eri l'unico che riusciva a tenere a bada la mia aggressività, infondo oltre ad un uomo di Ragione, sei un Guerriero e questo mio nuovo temperamento in qualche modo ti stuzzicava vivacizzate da lietissime e lunghissime chiaccherate notturne che poi capii che mi avevi scelta, che volevi prepararmi per entrare a fare parte dei fedeli che servono gli Immortali. Ammetto che non avrei mai creduto che tu fossi così importante, per la tua ricchezza si ma si sa che queste cose si tramutano in grandi gesta. Tu sei la storia di questa città, il Condottiero della Salvezza di una città spacciata.
Non c'è voluto molto prima che gli emissari della Chiesa bussassero alla mia porta e  tu George hai pensato bene di non farti trovare, sono stati proprio i Ragni a salvarmi dal rogo e poi quella notte, quella notte indipenticabile proprio quando non c'eri, è scoppiata la passione fra me ed Henry. Ti nutristi di me per la prima volta, provato sensazioni incredibili da quella notte, ho percepito con i sensi ancora mortali il tuo impeto riversarsi su di me, il tuo desiderio di me, il mio sangue scorrere nella tua bocca, la tua pelle fredda nutrirsi del calore del mio corpo, non sapevo quanto profondo potesse essere un legame, il dispiacere verso mio figlio si assopì grazie alle tue premure e mi hai fatto rinascere.
Ho iniziato a perdere peso e l'aggressività del parassita che albergava nel mio corpo ha solleticato la rabbia repressa fino a farla esplodere senza più controllo, non ho avuto esitazione, la mia mano è stata assolutamente ferma mentre nel sonno, strinsi il manico del pugnale e la lama penetrava la carne di quel marito ingrato, quanto sangue versato da quelle ferite e l'ossessione di Henry rievocarmi alla mente di una notte indimenticabile.
1, 2, 3, 4 innumerevoli volte ho pugnalato quel corpo finchè non ci fosse centimentro rimasto senza il segno della mia violenza, mi sono imbrattata del tuo sangue, ho banchettato, ho ballato, ho riso, ho goduto del tuo agonizzare e delle tue vane urla di disperato aiuto.
Stupido uomo.
Muori come sei vissuto come uno stupido miserabile.

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