06 maggio 2015

Il ritorno di Sybilla

6 Maggio 46 d. Y. - Alba
Il tempo mortale scorre così velocemente rispetto a quello immortale, sono passate così tante notti che non me ne sono nemmeno resa conto, tutto scivola via fra le mie dita con una tale rapidità che la mia mente non riesce ad afferrarlo. Quando il tuo corpo non sente più la necessità di quel lento invecchiare nell'inesorabile raggiungimento della Morte, i tempi si allungano così tanto che si dissolvono nella memoria, puoi rendertene conto solamente quando hai una reazione umana di rabbia, frustazione, odio e stanchezza. Solo in quelle sollecitudini riesci a destarti dal tuo lento esistere per seguire i ritmi mortali e reagire a quei bisogni.
I Mortali sono inferiori rispetto a noi ma fondamentali per la nostra esistenza, se prima le necessità biologiche scandivano il tempo e la quotidianità, ora sono sostituite dall'allevare gli umani.
Che cosa saremo senza di loro? E' la Vita ciò che gli Immortali hanno bisogno per esistere, per dare sapore ad un'esistenza ovattata dai problemi del mondo, priva di malattie, dolori e significati emotivi.
Ho ricevuto la lettera di Sybilla, mi ha reso partecipe del suo desiderio di poter riprendere la vita accademica, fra le righe dei suoi scritti si assapora l'inevitabile amarezza di una responsabilità che è finita per schiacciare l'intrinseca speranza che ha sempre coltivato nei forestieri, necessaria anche se poco condivisa da chi questa città l'ha vissuta davvero, nelle sue bellezze e nelle sue insidie. Non ho desiderio di negarle questa possibilità, di allontanare talenti come il suo seppur donna, seppur considerata eretica ma dalla condotta ideale e moralmente accettata, spero che i nuovi cambiamenti le siano graditi e possa aiutarla nella sua reputazione sempre messa in cattiva luce per ragioni che comprendo ma non posso condividere.
Specchio di una società decadente, ancorata da un ordine ideale oramai annegata dall'odio e dalle violenze, una società ideale per permettere a noi Immortali di esistere, di sopravvivere, di agire indisturbati, di compiere nefandezze, di spargere il nostro dominio di Sangue e Terrore ed ogni Famiglia, ogni Stirpe è capace di senimare tutto ciò, ognuno a proprio modo, con le proprie capacità.
Devo non condividere perchè questo è ciò che si richiede da me, per l'Essenza del mio sangue che mi sprona alla Conoscenza, per il ruolo di Rettore che sto ora ricoprendo, per migliorare le condizioni di vita e il risveglio delle menti permettendo di sottrarsi ad una Fede in cui vedo solamente prigionia.

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